Diodato Borrelli

Medico, insigne , pensatore ( Santa Severina [KR] 23.06.1837 – Carlopoli [CZ] 09.10.1881) Nato sotto lo splendido cielo della Magna Grecia, era dotato di un indomabile desiderio di gloria che gli fu stimolo per tutta la vita. Fin da giovane dimostrò un innato ingegno e compiti i primi studi a Cutro, si trasferì a Catanzaro per proseguire la propria istruzione presso il liceo dove coltivò l’odio antiborbonico ed iniziò a meditare la vendetta contro l’oppressione ed il mal governo. Mentre ancora studiava Gioberti, Leopardi e Berchet, si arruolò volontario e prese parte alle fasi catanzaresi della spedizione dei Mille. Posate le armi, si affrettò a riprendere gli studi presso la Regia Università di Napoli, dove conseguì la laurea in medicina nel 1862. Entrò con pieno merito nella fiorente scuola medica partenopea dove tenne dei corsi universitari di Clinica e Patologia medica. Scrisse parecchi testi di medicina ed ebbe anche l’estro di avvicinarsi agli studi filosofici e raccolse e rese pubblico il suo pensiero nell’opera “ Vita e natura”. Afflitto dalla malaria, che aveva contratto nelle paludi pontine dove si era recato per approfondire proprio gli studi su quel morbo, penso di trovare rimedio e riposo nell’aria pura delle Alpi Elvetiche, dove si recò in compagnia del fedele e caro amico Chimirri, che già lo aveva accompagnato in precedenti viaggi in Francia e Inghilterra. Lì, però, fu assalito da violenti attacchi di febbre che lo costrinsero a rimpatriare, dapprima a Napoli, e quindi a Carlopoli dove, tra i secolari castagni della Sila, la morte lo colse a soli quarantaquattro anni.

Busto sito in Villa Margherita, Catanzaro

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