Piazza Toraldo 

QUINTO INDIZIO: “IL SUO DESTINO ERA GIA’ PRESCRITTO, FILOSOFO DIVENTO’ ANCHE SE STUDIO’ DIRITTO. DI ARDOR PATRIOTTICO ERA CINTO, CON LE SUE OPERE LE SCIENZE HA TINTO. ANCHE SE MORI’ DI COLERA, LO SCULTORE LO ERSE A COLONNA COM’ERA”.

Enzo Toraldo è stato tra i pittori calabresi del ”900“ uno dei più sensibili e affascinanti. La sua vita, seppur difficile e tormentata, per la scelta di vivere solo di arte, è stata anche ricca e coraggiosa per la continua ricerca artistica che non ha mai interrotto. I ritratti di Elvira, i Pierrot, le sfumate e poetiche vedute veneziane, le composizioni post cubiste, i contrabbassisti, i fiori, i 5 (numero per lui di grande significato sempre presente nei suoi quadri) la vecchia Catanzaro (città che ha amato tantissimo e che non ha mai voluto abbandonare esaltandola nelle sue tele, imprimendo squarci delle sue vie, che ritraeva con un alone di velata nostalgia. Tutte le sue opere, equilibrate, trasognate e visionarie, proiettano L’osservatore in una magica illusione di un tempo passato di cui egli era l’artefice. Le sue iconografie cariche di dolce e delicata tristezza, hanno contribuito a scrivere una delle pagine più belle e poetiche della nostra cultura visiva. 

Con garbo e maestria ha costruito una dolce e delicata illusione, riuscendo a trasportare il contemplatore, in un mondo illusorio velato di nostalgia, proiettandolo al di là dei Confini fisici della piccola città, fatto di sogni e di speranza e possibilità. 

Per questo fu definito “il Pittore nostalgico”.

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